Simone Grazzi, il nuovo opposto granata sogna la serie A: Sono nato per giocare a pallavolo

Tra i giocatori che hanno avuto ampio spazio nel match contro la Rovelli Morciano c’è Simone Grazzi. L’opposto diciannovenne proveniente dal vivaio 4 Torri si è fatto notare fin da subito per le sue doti in attacco e per il suo carattere in campo. Dopo la vittoria, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Simone per conoscere qualcosa in più sulla sua vita e sul suo rapporto con la pallavolo.

Simone, come è nata la tua passione per questo sport?
“Avevo già fatto cinque anni di nuoto. Sarei dovuto passare all’agonismo, ma non mi piaceva l’idea di continuare. Dovevo fare sport perché avevo la scoliosi, perciò ho provato la pallavolo e mi è piaciuta subito. Mi divertivo tanto nonostante fossi molto basso, i primi tempi ricordo che riuscivo a passare in piedi sotto la rete. Da qualche anno ho cominciato a saltare di più e le cose vanno meglio”.

Ti è mai stato proposto un ruolo diverso?
“Certo. Ho cominciato facendo lo schiacciatore, come accade a quasi tutti i bambini. Nel periodo in cui sono stato allenato da Matteo Bernard ho giocato come centrale, poi con Andrea Zambelli sono diventato un opposto. Ho cominciato ad attaccare con più forza ed a saltare di più e questo mi ha aiutato molto. Certo, se fossi più alto il mio ruolo sarebbe proprio perfetto…”.

Immagino che tu ti sia allenato molto per accrescere le tue doti in salto.
“No, in realtà no. Credo di essere predisposto, così come sono predisposto per questo sport. Nella vita sono una persona molto pigra: a scuola non brillavo per impegno, non ero bravissimo a rispettare le scadenze, facevo fatica ad organizzarmi. Il fatto che io abbia trovato la pallavolo è una fortuna, perché negli anni ho capito che questa è l’unica cosa che so fare veramente. Sono nato per giocare a pallavolo e mi sento fortunato per questo”.

Quindi hai deciso di puntare tutto sulla pallavolo?
“Si, voglio farne una professione. Giocare in serie A sarebbe un sogno, anche se andarmene da Ferrara e dalla 4 Torri mi spaventa un pochino. Sono nato qui e sono molto affezionato a questo ambiente. Anche nella mia nuova squadra mi sono sentito a mio agio, sono una persona molto socievole. Certo, quando mi allenavo lo scorso anno i miei attuali compagni mi trattavano come il piccolo del gruppo, poi però hanno visto il mio impegno ed hanno capito che prima o poi sarei arrivato anche io in serie B”.

Sembri sicuro di te stesso. Che tipo di giocatore sei in campo?
“Tendo a scaldarmi in fretta. In serie D non mi frenavo molto, capitava spesso che mi arrabbiassi per una fischiata sbagliata o per un fallo non concesso. Quest’anno cerco di restare più calmo e di pensare di più a quel che faccio. Sto lavorando sulla gestione dell’ansia in campo e cerco di non farmi condizionare dal nuovo ambiente. Me lo dicono tutti da sempre: devo mettere la testa a posto. Diciamo che ci sto lavorando…”

Qual è il tuo punto debole?
“Sicuramente la difesa. Faccio più fatica perché ho l’angolo delle caviglie più corto delle persone normali! Vedi? se mi rannicchio si alzano i talloni, non sono molto elastico. Perciò in difesa devo scegliere: resto alto ma rischio di far cadere i pallonetti, oppure mi abbasso ma rischio di perdere la palla alta. L’obiettivo è sicuramente migliorare, non potrò continuare a scegliere per sempre”.

Cosa manca alla 4 Torri per cominciare a vincere sul serio?
“Quest’anno le squadre sono forti, però credo che gli avversari già incontrati siano tutti battibili da una squadra con le nostre potenzialità. Ci sono molti giocatori nuovi nella nostra formazione, abbiamo bisogno di trovare la sintonia perfetta. Anche l’attenzione in campo va migliorata. Non è facile, ma ci stiamo impegnando molto”.

Credit foto: Ufficio stampa 4 Torri Volley Ferrara, Bruno Faccini

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